Se l’idioma è coniato da Shakespeare – Part One

Se l’idioma è coniato da Shakespeare – Part One

Protagonista incontrastato della culturale inglese da sempre, autore a iosa di opere teatrali e sonetti, William Shakespeare ha dato vita a circa 2000 tra parole ed espressioni che ancora oggi vengono utilizzate nella lingua inglese. 

Espressioni più conosciute: 

  • The naked truth” (la nuda verità), per raccontare I nudi fatti, ha fatto la sua comparsa nell’opera “Love’s Labour’s Lost”, composta tra il 1593 ed il 1596.
  • A heart of gold“ (un cuore d’oro), per indicare una persona dal cuore buono. Da Henry V, 1599.
  • What’s done is done” (quel che è fatto è fatto), per dire che non c’è più possibilità di tornare indietro o “A sorry sight” (uno spettacolo desolante), quando cioè ci troviamo di fronte qualcosa o qualcuno di così deprimente che non avremmo mai voluto vedere. “Macbeth”, 1606.
  • I have no slept one wink” (non ho chiuso occhio), inserita nell’opera “Cymbeline”, anno 1611.
  • Fight fire with fire” (combattere il fuoco con il fuoco), per dire che per difendersi bisogna usare gli stessi metodi con cui si viene attaccati. Da “Re Giovanni”, 1595. 
  • Wild goose chase” (una battaglia senza speranza), tratto da “Romeo e Giulietta, 1592. 
  • All’s well that ends well” (tutto è bene quel che finisce bene), presente nell’opera “All’s well that ends well” scritta tra il 1604 e il 1605.
  • Break the ice”  (rompere il ghiaccio), per indicare quello che si fa ogni volta che bisogna conoscere una persona nuova. E’ comparso ne “La Bisbetica domata”, anno 1623.
  • Jealousy is the green-eyed monster” (la gelosia è un mostro dagli occhi verdi), tratto da “Otello”, 1603.
  • Love is blind” (l’amore è cieco) e non serve spiegarne il significato (Il Mercante di Venezia, anno 1596).